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L'Italia (in) marcia...

Un concetto che non è di dominio pubblico. Quando si rinfaccia ai meridionali di non eleggere una classe politica adeguata, come se eleggendo una classe politica anche perfetta si risolvessero tutti i problemi, è ingenuità o un pulirsi la coscienza a buon mercato. Non funziona così, in Italia. E io ci ho messo una quarantina d'anni per capirlo. L'Italia è in realtà un Paese infame, che basa la ricchezza della parte più sviluppata (da Roma in su) sulle privazioni imposte a quella più in ritardo. È così. Lo dicono tutti gli indicatori che da una ventina d'anni abbiamo, grazie all'allora premier Ciampi, nei Conti Pubblici Territoriali. Lo dicono i fondi europei, da sempre usati come sostitutivi dei fondi nazionali e non - come chiedono l'Europa e il buon senso - come addizionali. Lo dicono le infrastrutture inesistenti sotto Napoli. È il sistema che è marcio. Sono i media ad essere marci. È Confindustria ad essere marcia. È il sindacato ad essere marcio. Il Mezzogiorno

La storia della relazione invisibile della ministra contro le infrastrutture al Sud, del governo contro le infrastrutture al Sud

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  Vi racconto questa storia. Dopo qualche proroga, da fine dicembre è pronta la relazione che la ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, aveva commissionato a un nutrito gruppo di esperti sulle soluzioni più indicate per l'attraversamento rapido dello Stretto di Messina. Questa Commissione era stata chiaramente messa su per perdere tempo e non inserire il ponte (che è dotato di progetto definitivo ed è "cantierabile" in 3 mesi) nel Recovery Plan. Ora che i tempi si sono un po' dilatati e la relazione è pronta, la De Micheli la nasconde da più di un mese. Questo è l'operato della ministra contro il Sud dell'ennesimo governo contro il Sud, con la piena e fattiva collaborazione di Provenzano Giuseppe, fondo di magazzino di Botteghe oscure, e di Giancarlo Cancelleri, utile idiota del M5S. ps nel frattempo il governo è caduto, immaginate quanto io possa esserne rattristato...

Profondo rosso

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Non lo so come si chiamano gli addetti ai prelievi di sangue, forse "addetti ai prelievi di sangue". Fatto sta che credo di essere un problema per questa categoria di infermieri. Perché le mie vene non si vedono, e quando devo fare un prelievo....uhm...sono dolori. In realtà non sempre. Perché spesso trovo chi non fa una piega e mi rassicura dicendo: "le vene non si devono vedere, ma sentire" e beccano al primo colpo. Ogni tanto trovo chi, invece, sbianca e chiama soccorsi presso la collega più esperta, più...rabdomante, non so.... Poi c'è chi - lo stesso -non fa una piega e comincia a giocare a freccette con le mie braccia...tanto, prima o poi, capiterà la botta di culo... L'altro giorno m'è capitato per la prima volta un poverocristo che non ha desistito, pur sbiancando alla vista; ha osservato tutte e due le braccia mi ha fatto sdraiare mi ha messo in posizioni da kamasutra del prelievo, ma alla fine ce l'ha fatta, al primo buco! Dopo circa 15 min

23/5/1992 Quando esplose la nostra Speranza

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"Le loro idee cammineranno sulle nostre gambe"; "La mafia verrà distrutta grazie al vostro sacrificio"; "Voi non siete morti, vivrete in eterno", "Lo Stato è più forte della mafia". ..Continuo?  A guardarli adesso sembrano slogan semivuoti, ma all'indomani delle macellazioni di Falcone e Borsellino mi ci appesi disperatamente. Quella del 92 fu l'estate che mi fece diventare adulto, che mi fece assaggiare il "Dolore" con la D maiuscola e la Disperazione con la D ancora più maiuscola. Non ero nient'altro che un siciliano onesto, come tantissimi altri. Mi ricordo molte persone arrabbiate e piangenti come me. Quello che faceva male era l'impotenza assoluta. Io tra l'altro sopra quel tritolo ci passai, perché qualche giorno prima (era già piazzato) ero andato in aeroporto, distante un centinaio di Km, ad accompagnare il mio cuore sopra un aereo. In questo milione di anni bisogna ammettere, senza alcuno slancio di gratit

Il fascino e la Storia del Duomo di Cefalù per me e per J.J. Norwich battono Monreale

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Ammirando le cattedrali di Cefalù e Monreale - facenti entrambe parte dell'itinerario UNESCO con altri monumenti esistenti a Palermo - è normale fare un confronto tra le due realtà. Nella maggior parte dei casi la bilancia pende dalla parte della seconda. Probabilmente perché è un monumento pienamente completato e compiuto.  Io, insieme ad una qualificata e numerosa minoranza, invece, non abbiamo dubbi: è il duomo di Cefalù a primeggiare.  Perché? Proprio perché è incompiuto; perché è testimonianza dell'entusiasmo di un Re (Ruggero II) che stava ancora costruendo  - dal nulla - un Regno da favola; perché al suo interno ed esterno si notano degli slanci verticalistici grandiosi, forse alla base della nascita dello stile gotico; perché nel monumento cefaludese sono contenuti gli stilemi di una realtà nascente.  Monreale, edificata più tardi per volontà di Guglielmo II, è testimonianza di un regno maturo e molto prossimo ad un inatteso disfacimento: un monumento sepolcrale,

Nibali. Il supereroe perfetto per me

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V incenzo Nibali è il mio eroe. Perché combatte in primis contro la sfiga; perché quelli che sembrano più forti di lui un giorno si saprà che...; perché ha classe; perché si è fatto da sé. E non di doping. Perché mi ricorda maledettamente me stesso. Io gli metto addosso maglia rosa maglia gialla maglia rossa e maglia iridata contemporaneamente, a costo di farlo diventare come l'omino Michelin. Vai Vincenzo, continua ad entusiasmarmi con la tua pazienza e la tua forza d'animo!

Il ricatto ideologico delle ONG

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A me Salvini fa schifo, ma non tollero il delirio di onnipotenza delle ONG che, sul tema migranti, vorrebbero dettare legge. Credo che molti dei personaggi che le guidano abbiano ampiamente pisciato fuori dal vaso. E, da italiano, rispedisco al mittente le accuse rivolte al nostro Paese riguardo alle morti nel mare Mediterraneo. Ricordiamoci che le ONG vanno a prelevare i migranti praticamente a ridosso delle spiagge libiche. Questo non è "soccorso in mare", è tutt'altra cosa: è partecipazione attiva ad un disegno politico, pur legittimo. Scusate se vi ho deluso, non arruolandomi tra i buonisti, ma guardare la realtà senza filtri ideologici porta a questo.