In queste ore "tutti" stanno scrivendo la loro opinione sul "Caso Sallusti". Una volta non ci avrei messo bocca su un argomento così inflazionato, ma adesso che sono meno giovane e spocchioso di una volta, sì. Nulla di originale. In poche parole, non mi intenerisce né mi coinvolge che a paladino di una battaglia giusta (quella contro il fatto che nell'ordinamento italiano è prevista la galera per reati d'opinione) si erga lui, paladino, invece, di un giornalismo ai miei occhi rivoltante. Ma se scendiamo all'esame del caso specifico non posso assolvere il "buon" Sallusti, che pubblicò sul suo Libero un articolo il cui contenuto era in sostanza "falso" e oltre i confini del diffamatorio. Adesso ci saranno trenta giorni in cui il giornalista potrà optare per le pene alternative: lui ha detto che non lo farà e si è dimesso dall'incarico di direttore del Giornale. Vedremo. Secondo me tra un mese sarà di nuovo al timone della sua testa...