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 https://www.change.org/p/regione-sicilia-vedere-le-eolie-e-non-poterci-andare-perch%C3%A9-la-regione-ha-tolto-gli-aliscafi-da-cefal%C3%B9

Nuntio Vobis, Gaudium Magnum

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  Habemus Comignolum!!!!

Pensierini

 Con il passaggio dai Borbone ai Savoia noi siciliani passammo dalla padella alla brace. Ma non dimentichiamo la padella.

Una firma per ricongiungere due siti UNESCO

Qualche anno fa promossi questa petizione per raccogliere firme in favore di una causa banale: ricongiungere le isole Eolie e Cefalù tramite il servizio pubblico di aliscafi regionale. Servizio che era stato sospeso per la temporanea inagibilità del porto di Cefalù. Se firmate fate un piacere alle cose giuste https://www.change.org/p/regione-sicilia-vedere-le-eolie-e-non-poterci-andare-perch%C3%A9-la-regione-ha-tolto-gli-aliscafi-da-cefal%C3%B9

tre lustri fa - Un mare di telex

 https://www.libraccio.it/libro/9788878044593/massimo-puleo/un-mare-di-telex-meglio-dei-primi-sette-anni-della-rubrica-satirica-di-repubblica-palermo.html

Il tempo dei blog

Che nostalgia!!!!!!!

L'Italia - Stato iniquo per eccellenza nel mondo

  L'Italia è uno Stato che da oltre 160 anni fa gli interessi esclusivi di una sua cospicua parte, e li fa a scapito dell'altra. Fin dalla sua nascita il neo Stato unitario cominciò a spostare i fiorenti siti industriali meridionali verso la pianura padana e la Liguria, lasciando ad un destino di miseria interi territori al di sotto di Roma. Stessa cosa per alcune coltivazioni (quella del riso, ad esempio, fu di fatto vietata al Sud e spostata nel piemontese e nel lombardo-veneto).  Il capolavoro diabolico è stato quello di coprire tutto ciò, di non renderne consapevoli appieno le popolazioni sia del Nord che del Sud, anche oggi. Tutti plagiati da una infinita serie di bugie storiche e il controllo di una stampa compiacente e foraggiata. La conseguenza è che oggi abbiamo un consolidato e chiarissimo gap economico sociale tra gli ex territori del Regno delle due Sicilie ed il resto del Paese senza che nessuno degli infiniti governi, sia monarchici che repubblicani, ci abbia mai...

L'Italia e il suo inconfessabile razzismo sul Ponte

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  L'ostilità di molti alla realizzazione del ponte sullo Stretto Elly Schlein, segretaria PD è causata da un inconfessabile (anche a se stessi) razzismo degli altri italiani nei confronti dei siciliani che, in fondo, sono abituati a vivere con poco, e investire tutti quei soldi lì sarebbe uno spreco. Dite(ve)lo!  E allora la segretaria del PD, Elly Schlein, ha buon gioco a definire sbagliato e anacronistico (?) il progetto del Ponte. Lo dice perché, come tanti suoi conterranei del Nord Italia, è impegnata a non far realizzare nulla al Sud che potrebbe potenzialmente insidiare le rendite di posizione di quella zona del Paese che ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo nelle scelte nazionali. Inoltre il PD è sempre stato il partito più decisamente avverso alla costruzione dell'attraversamento stabile tra Messina e Villa san Giovanni: un po' per motivi ideologici (lo voleva Berlusconi, quindi fatwa), un po' perché portatore di interessi avversi (Finanza, industriali e...

Un articolo sul ponte sullo Stretto pubblicato su Repubblica nel 2016. Interessantissimo

  Fin da quando a Silvio Berlusconi venne in testa l'idea di rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto la pregiudiziale ideologica - soprattutto di certa sinistra - verso l'opera è stata inesorabile: una "fatwa" (per inciso, stride un po' l'idea di una sinistra dell'accoglienza ai migranti contraria a un ponte, che, di per sé, è simbolo di unione e di scambio di culture). Ma tra i contrari ideologici c'è anche la Lega Nord, che ritardò fattivamente l'opera quando sembrava lì lì per partire e che oggi, con Salvini, dichiara la propria contrarietà tout court. E ci sono i 5 Stelle, disposti a bloccare tutto pur di accreditarsi come moralizzatori finali. C'è poi un'opinione pubblica nazionale permeata di un certo criptorazzismo verso il Sud, intimamente convinta che i soldi spesi in quelle lande siano persi; e infine c'è l'autorazzismo di molti meridionali, sostanzialmente dello stesso avviso. E allora via col "benaltrismo...

Sicilia - Regione a statuto speciale virtuale

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  Quando qualche siciliano si indigna per il trattamento ricevuto storicamente da parte dello Stato italiano, tra le tante reprimende (spesso in buona fede), si sente rispondere: "Eh, ma i vostri politici", "Eh, ma voi siete a Statuto speciale", "Eh, ma voi votate male"!!!!  Come detto, sono risposte spesso in buona fede. Perché gran parte degli italiani (e dei siciliani) sono convinti che la Sicilia sia una regione a statuto speciale, che le consente di trattenere tutte le tasse riscosse all'interno dei confini regionali e di avere tanti privilegi e competenze su tutte le materie. Bene, NON E' COSI'! E non lo è MAI stato.  Bisogna infatti gridare ai quattro venti che la Repubblica italiana ha di fatto truffato con destrezza i siciliani, ricomprendendo dentro la Costituzione in vigore dal 1948 il previgente Statuto siciliano, ma senza mai dare piena attuazione a questo strumento, non avendo furbescamente redatto i decreti attuativi su moltissim...

La bulimìa differenziata della classe egemone italiana

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Nei fatti l'autonomia differenziata c'è già. Perché lo Stato italiano usa da qualche decennio un metodo sommamente iniquo per distribuire le risorse ordinarie agli italiani: uguali per tutti? Neanche per sogno! Usa il criterio della spesa storica : più hai speso in passato più ti tocca in futuro. Con tale metodo, imposto da menti bulimiche padane raffinatissime, inutile dire che non si pareggeranno mai le inaccettabili disparità tra i territori, ma piuttosto si andranno ad acuìre. Specchio fedele di ciò è la tabella che vedete, nella quale è racchiuso quanto lo Stato italiano ha speso pro-capite nelle varie regioni nell'anno 2020. Sono disparità valorizzate ed evidenti, che non sono neanche complete, perché andrebbero anche considerati gli investimenti in conto capitale dello Stato italiano per infrastrutture, che al Sud - tanto per cambiare - sono praticamente pari a zero. Poi grazie che le classifiche di fine anno sulla qualità della vita penalizzano sempre il Mezzogiorno...

Solo genialità

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                                                                                          +                                                                                 =

La Sicilia falso arancione

Il giorno dopo essere stata frettolosamente condannata a tre settimane di arancione per due soli posti occupati più del limite del 20% nelle terapie intensive, la Sicilia torna - come era ampiamente prevedibile - con numeri Covid da zona gialla, con le terapie intensive scese al 19% di occupazione. Non ne esce bene nessuno da questa storia: il governo Draghi, che quando si parla di Sicilia ha un particolare accanimento; l'assessore regionale Razza e il presidente Musumeci per la loro indolenza clamorosa (nessuno gli ha spiegato la situazione? peggio ancora); l'Italia, col sistema dei colori alle regioni, che a questo punto può tranquillamente cessare.

Perché l'Italia non vuole realizzare il ponte sullo Stretto di Messina pur esistendo già il progetto?

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  Piccolo vademecum sul perché il Ponte sullo Stretto non è stato realizzato. Esiste un progetto definitivo redatto dalle più grandi società d'ingegneria al mondo in materia ponti (la danese Cowi coadiuvata da altre, con progetto supervisionata dalla americana Parsons Transportation), della soluzione che era stata scelta dopo oltre 20 anni di studi: ponte sospeso a campata unica di 3.300 m di lunghezza. Progetto che era stato già appaltato quando, nel 2012, il premier Mario Monti ed il ministro dei trasporti Corrado Passera bloccarono tutto, esponendo lo Stato al pagamento di almeno 700 milioni di euro di penali al consorzio Eurolink, ancor oggi pendente. Nel 2020 la ministra del PD Paola De Micheli, per perdere tempo ed evitare di inserire il Ponte nel PNRR ritenne di commissionare un ulteriore studio sull'opportunità di realizzare un collegamento stabile sullo Stretto di Messina. I professionisti designati ci impiegarono più tempo del previsto ma consegnarono lo studio che, p...

Covid. Non conteggiare i neuroni...

  Non ho capito che cosa vogliono i soliti boss mafiosi regionali che comandano in Italia quando pretendono che non vengano conteggiati tra i malati covid quelli asintomatici e quando chiedono di non conteggiare i degenti ospedalizzati che si scoprono positivi al controllo in ingresso in reparto. MA CHE COSA VUOL DIRE? Se sei positivo anche se asintomatico sei una persona che comunque ha contratto il virus, che comunque puoi trasmetterlo ad altri: questa proposta è un errore da un punto di vista logico e anche da quello statistico! L'altra: come si fa a non conteggiare tra gli ospedalizzati chi, entrato per una patologia diversa in ospedale si ritrova covid positivo? Questa persona è in ospedale, occupa un posto, presumibilmente in un reparto particolare per la sua condizione, e costa allo Stato! Penso di aver finito ma non prima di aver manifestato il mio ribrezzo per i soliti noti presidenti di regioni che portano avanti queste istanze egoistiche e insensate!

E' la notte di Natale

Rispolverare un blog - che non legge più nessuno, che non scrive più nessuno - per la notte di Natale è un atto disperato di nostalgia, me ne rendo conto. E' un po' un riandare a un passato, neanche tanto lontano, che era pienamente felice senza alcuna consapevolezza. Comunque è l'ennesima notte di Natale della mia vita e quindi bisogna fare delle riflessioni profonde sulla vita, sulla fede, su... però, anche no. Anche no. Per cui: Buon Natale a me e a quanti leggeranno questo delirio di una specie di ex poeta estinto.

Separati alla nascita - ma forse no (Marco Travaglio - Alessandro Baricco)

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Fenomenologia di San Sebastiano: aveva una rara malattia

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   Analizzando le opere di fior di pittori emerge incontrovertibilmente l'evidenza  che il Santo era malato: non aveva sangue.

Separati alla nascita cold case (David Carradine - Alberto Michelini)

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 Non so chi si ricorda di Alberto Michelini e di David Carradine, ma io ho trovato la loro somiglianza da vero fisionomista postumo...

I siciliani privi del sacrosanto diritto di spostarsi. A loro totale insaputa

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Non serve a nulla, ma...ragioniamo. Per un siciliano prendere un traghetto con un'auto piccola al seguito, sullo Stretto di Messina, costa sui 37 € sola Andata. Al netto di offerte perniciose e improponibili come quella di andare a Tremestieri (ma dov'è?) quelle poche volte che non è insabbiato, allungando sia il tratto stradale che quello navale, per qualche € in meno. Il problema è che i siciliani non si ribellano, poiché sapientemente ammaestrati alla sottomissione. Si ribellano solo quando si parla di ponte sullo Stretto, anche lì perché sapientemente ammaestrati da poteri forti e stampa nazionale che hanno instillato in loro il gene della sottomissione unito a quello dell'auto-razzismo e della visione a un palmo dal naso: "piuttosto che il ponte fate questo e quello qui!", con la eterna realtà che non si fa né ponte né questo né quello. Ci sarà prima o poi un giudice a Berlino? Credo proprio di no.